martedì 16 aprile 2013

PRESENTATA LA CONVENZIONE TRA ASSOTEMPORARY E SMI - SISTEMA MODA ITALIA


Mercoledì 10 aprile nella sede di Confcommercio Milano è stata presentata ufficialmente la convenzione siglata da Assotemporary, l’Associazione Italiana dei Temporary spaces, con Smi - Sistema Moda Italia, l’organizzazione a cui fanno capo le aziende produttrici italiane del settore tessile e abbigliamento.

L’accordo si riferisce all’utilizzo delle location associate ad Assotemporary, in particolare temporary store e showroom, da parte delle aziende tessili e dell’abbigliamento associate a SMI, a condizioni di esclusivo vantaggio, con sconti variabili dal 20 al 50% a seconda del periodo prescelto.

Il Presidente di SMI – Sistema Moda Italia, Michele Tronconi, dopo aver illustrato ai presenti i campi di iniziativa della Federazione, ha aggiunto: “I cambiamenti che stanno modificando in profondità i mercati, non solo per gli attuali andamenti negativi dell’economia, ci vedono impegnati a dare risposte di sistema, in parte anche inedite, ai nostri associati. Cambiano i mercati ma
cambiano anche i modi di rapportarsi con i propri mercati tradizionali. L’accordo con Assotemporary, oltre che per le facilitazioni economiche, è importante perché offre la possibilità di sperimentare nuove e diverse possibilità di comunicazione e di attività retail”.

Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente di Assotemporary, Roberto Mari, il quale ha sottolineato l’importanza della collaborazione avviata con una delle principali organizzazioni del mondo industriale italiano.

Secondo Mari: “Il temporary shop rappresenta oggi, nella situazione di forte crisi economica che attanaglia il nostro Paese, una delle più innovative soluzioni a disposizione delle aziende per comunicare e per realizzare iniziative di vendita efficaci, valorizzando tempo e spazio”

Assotemporary informa che oltre un centinaio di location sono adibite a temporary store in Italia, di cui 70 nella sola Milano. Tra queste, una quindicina sono propriamente temporary showroom, vale a dire spazi di ampia superficie, senza vetrina su strada, particolarmente adatte alle campagne di vendite delle aziende della moda, che ne fanno un significativo utilizzo in particolare a Milano.

Hanno parlato di noi:
- Fashionmag.com [Leggi]
- Modaonline.it [Leggi]
- MF Fashion [Leggi]
- Fashion Magazine [Leggi]
- Golf People [Leggi]
- Marketpress [Leggi]

lunedì 15 aprile 2013

ASSOTEMPORARY CON LEGGO PER IL "TEMPORARY SHOP SHOW"


Assotemporary, l’Associazione Italiana dei temporary spaces, ha recentemente avviato una nuova collaborazione con Leggo, free press del gruppo Piemme diffusa a Milano e Roma e distribuita negli aeroporti, nelle stazioni, agli ingressi delle metropolitane e nelle principali sedi istituzionali.

L’accordo prevede la pubblicazione per i prossimi tre mesi, ogni giovedì, degli eventi e delle iniziative in programma nei Temporary store milanesi che hanno aderito alla convenzione.

Sono 6 gli spazi che daranno vita ad una sezione apposita denominata “Temporary shop show” e che, come succede per gli altri eventi cittadini, vuole rappresentare una vetrina delle iniziative di Temporary shop delle aziende che utilizzano questa nuova formula di comunicazione e di vendita.

Assotemporary comunica che “dal 2008, anno di costituzione dell’Associazione, ad oggi, più di 700 aziende, dei più svariati settori merceologici, hanno realizzato Temporary shop in Italia, circa i 2/3 a Milano, che si conferma la capitale italiana del Temporary shop”.

L’accordo con Leggo per Assotemporary “vuole rappresentare un momento di promozione del Temporary shop, che negli ultimi anni si è rivelata una delle più innovative modalità di marketing a disposizione delle aziende italiane ed estere”.

Hanno parlato di noi:
- 10 Aprile [Leggi]
- 11 Aprile [Leggi]
- 18 Aprile [Leggi]

martedì 26 marzo 2013

UFFICIO VIRTUALE: L'UFFICIO DEL FUTURO



Negli ultimi anni il luogo di lavoro così come lo conosciamo sta cambiando: la concezione “dalle 9 alle 5 in ufficio” sta assumendo una connotazione sempre più virtuale, come “disponibile sul mio Balckberry 24 ore al giorno e la caffetteria è il mio ufficio”.
Lavorare con questa flessibilità, senza stare in un ufficio chiuso tutto il giorno, favorisce la creatività, la condivisione delle proprie conoscenze e di conseguenza la produttività.
Queste motivazioni hanno fatto sì che il servizio di “ufficio virtuale” sia diventato la soluzione ideale per i liberi professionisti che sono sempre in viaggio per lavoro o per i free lancers che non hanno bisogno di un ufficio fisso.
Scegliendo questo tipo di servizio presso una struttura come il Business Center, riescono ad avere un grande supporto per il loro lavoro, perché sì, è vero che sono sempre disponibili al telefono o su internet, ma spesso non sono in grado di rispondere a tutte le chiamate che ricevono, vuoi perché impegnati in una riunione, vuoi perché sono su un aereo, e così via.
L’ufficio virtuale risolve questi piccoli problemi offrendo un numero di telefono dedicato, al quale risponderà sempre una segretaria che provvederà a gestire la chiamata secondo le istruzioni del cliente: può trasferirla su un numero fisso o su un cellulare, può prendere un messaggio ed inoltrarlo in tempo reale sull’account di posta elettronica del titolare, in modo che nessuna telefonata venga persa.
Ma non è tutto, perché il servizio di ufficio virtuale comprende anche la gestione della corrispondenza: infatti, il cliente può utilizzare l’indirizzo civico della struttura per ricevere comunicazioni, notifiche importanti e sarà sempre avvisato in tempo reale del loro arrivo.
Inoltre i business center mettono a disposizione del cliente sale riunioni o uffici a giornata per ricevere i propri ospiti e organizzare meeting, perché comunque la comunicazione faccia a faccia ha sempre la sua importanza.
Maura

IL RETAIL E' SEMPRE PIU' TEMPORARY

Secondo recentissime stime, dall'inizio dell'anno nel settore commerciale hanno chiuso i battenti piu' di 10 mila aziende, mentre meno di 4mila sono le nuove aperture.
Praticamente sono sparite oltre 160 imprese al giorno e, se la tendenza dovesse confermarsi, si andrebbe definendo un quadro davvero fosco per il retail italiano, con la prospettiva di circa 200mila addetti in meno rispetto al 2012.
 
L'economia liquida, che fa da sfondo alla perdurante crisi economica, spinge verso modelli di consumo fluido e  leggero, che il temporary shop incarna perfettamente e applica sapientemente.
Incardinato nella logica dell'esperienza emotiva, e non puramente commerciale, il fenomeno del temporary shop si espande anche a città diverse dalla metropoli lombarda, dove ha attecchito fin dal 2003, vale a dire dalle origini nel nostro paese. Dalle località balneari a quelle montane, dalle cittadine di provincia alle città d'arte, assistiamo ad un fiorire quotidiano di aperture di temporary store, che Assotemporary- l'associazione di categoria degli spazi temporanei- definisce" luoghi dove le aziende possono provare a recitare sulla scena dello shopping".
 
Occorre ribadire quali siano le ragioni che portano le aziende, non più solo della moda ma di qualsiasi settore merceologico, a fare esperienze di temporary shop; vi sono almeno dieci buone ragioni, ampiamente verificate nella pratica italiana ed internazionale. Andiamo ad analizzare le quattro più importanti:
-fare un test sul prodotto: nelle città commercialmente più interessanti le aziende possono lanciare nuovi prodotti, nuove collezioni, e verificare la risposta dei consumatori, arrivando anche a realizzare significative operazioni di marketing, come la profilazione del proprio target;
-fare un test sulla location: prima di decidere se una città, o una zona della città, è valida per aprire un monomarca, l'azienda può sperimentare attraverso i temporary shop la bontà dell'eventuale scelta. Vi sono alcuni esempi ottimamente riusciti di verifica, fatta di analisi delle vendite, della concorrenza e della clientela, che hanno condotto all'apertura di un negozio stabile;
- fare eventi di notevole impatto e creare tendenze non è solo esercizio riservato alle griffes, ma con un ragionevole budget anche piccole e medie aziende possono comunicare con enfasi ed originalità il proprio brand e, comunque, inserire il temporary shop in un piano di comunicazione integrata;
-massimizzare le vendite, con un approccio squisitamente sales: l'azienda fa temporary shop dove ci sono e quando ci sono i clienti. Non fa investimenti pesanti, non si fa carico di costi fissi strutturali, ma soltanto "pay per use", secondo il modello della nuova economia leggera di Rifkin.

di Massimo Costa

venerdì 1 marzo 2013

BUSINESS CENTER: UN'ATTIVITA' IN COSTANTE CRESCITA


Prosegue il cammino di crescita del settore dei business center, con la regia e il supporto tecnico di Assotemporary, l'Associazione dei temporary spaces. 
Ormai ultimato il lavoro della Commissione insediata c/o la Camera di Commercio milanese sul contratto-tipo per il settore, sta per partire il secondo round di confronto sui temi del codice deontologico e degli Usi.
L'inserimento delle prassi operative, utilizzate nelle strutture adibite ad uffici temporanei, nella raccolta ufficiale degli Usi rappresenta un momento definitivo di riconoscimento giuridico di una categoria da oltre 40 anni sul mercato italiano.
I primi business center nascono infatti negli anni ’70 a Milano e progressivamente il settore raggiunge una piena maturità verso la metà degli anno ’80. Negli ultimi quindici anni il numero è cresciuto molto, sebbene in termini inferiori alla tendenza europea e mondiale, pervenendo ad un totale di circa 220 operatori.
In Italia c’è ancora una scarsa conoscenza del settore, perché in effetti soltanto una piccola parte di aziende italiane utilizza i servizi dei business center. Si pensi che nella sola città di Londra ne esistono circa 400 e che in Spagna, dove la popolazione è inferiore del 30%, a quella italiana, vi sono oltre 350 business center.
Il business center, che in Assotemporary viene anche chiamato temporary office, è una struttura affine all’albergo, che invece di avere stanze per uso personale ha delle confortevoli e attrezzate stanze per lavorare.
Centralizza molti servizi tecnologici e di segreteria in modo da sfruttare economie di scala: centrale telefonica, stampanti, segreteria, reception, connessioni telefoniche e internet.
Dunque il cliente, azienda o professionista, si trova ad aver un’unico, veloce, dinamico interfaccia per quanto riguarda la gestione del suo ufficio, con risposte efficaci e precise.
Il risparmio presso queste strutture, rispetto al tradizionale modo di gestire in autonomia l’ufficio, può arrivare anche al 40%

mercoledì 27 febbraio 2013

DURANTE IL TRASLOCO DA UNA SEDE ALL'ALTRA, AFFITTA UN UFFICIO TEMPORANEO

Molti manager temono il momento in cui devono cambiare la sede operativa della propria attività poichè subentra lo stress e la preoccupazione di cercare un ufficio più grande, oppure uno situato in una zona più centrale e, dopo essere riusciti a trovare il sito perfetto, ci sono molti fattori di turbamento che potrebbero risultare stressanti anche per i loro dipendenti.
Cosa si può fare per ridurre il più possibile questi fattori?
La soluzione più indicata è quella di di spostarsi in una struttura commerciale temporanea durante il periodo del trasloco, così facendo l’interruzione e il disturbo del lavoro vengono ridotti al minimo.
Gli uffici temporanei infatti rappresentano un'ottima sistemazione per un luogo di lavoro temporaneo, in quanto offrono tutte le le strumentazioni necessarie per lavorare al meglio: innanzitutto, perchè possono essere presi in affitto per un periodo di tempo breve o lungo che sia; sono disponibili in qualsiasi dimensione, da una sola scrivania a più postazioni. È tutto già predisposto, sarà solamente necessario presentarsi ed iniziare a lavorare.
Quando si pensa di cambiare ufficio spesso si sottovalutano i tempi di trasloco da un luogo all'altro, e il fatto di mettere i propri dipendenti in condizioni di lavoro dove i fattori di distrazione sono numerosi e in un ambiente sconvolto dalle necessità di un trasloco rischia di compromettere la qualità della produzione.
Affittare un ufficio temporaneo invece offre il vantaggio di lavorare in un ambiente adatto ad una produzione efficiente, con la possibilità di usufruire di vari servizi, come per esempio l'accesso a sale riunioni per incontrare i propri clienti, il servizio di reception e segreteria che ha  il compito di rispondere alle telefonate, a ricevere la posta ed accogliere i visitatori, mentre qualcun altro si occupa del trasloco dal vecchio al nuovo ufficio.
Maura

Fonte: Exective Service

giovedì 24 gennaio 2013

AVVIATA LA COLLABORAZIONE TRA JAGUAR MI AUTO ED ASSOTEMPORARY E ASSOMODA


Proseguono le attività di co-marketing di Assomoda, la prestigiosa Associazione Italiana degli showroom della moda e dello sport e di Assotemporary, che da alcuni giorni hanno avviato una nuova collaborazione.

Altrettanto prestigiose e di notevolissimo appeal sono le vetture che Jaguar Mi Auto, la concessionaria JAGUAR di Milano, ha personalizzato con i loghi associativi e che circoleranno nella città di Milano fino al culmine della settimana della moda. 

Oltre a XJ, l'ammiraglia di casa JAGUAR, Mi Auto ci ha messo a disposizione la nuovissima XF Sportbrake, un'auto che coniuga l'eleganza tipica del marchio Jaguar con la fruibilità offerta dalle vetture familiari. La XF Sportbrake in uso è dotata di un motore 2.2 diesel da 200 cavalli abbinato all'ottimo cambio automatico a otto rapporti L'abbinamento trasmissione-propulsore garantisce alla vettura ottime prestazioni, consumi ridotti ed un elevato comfort di marcia. 

La Jaguar XF Sportbrake è proposta, in Italia, a partire da 50.500 euro con tre differenti motorizzazioni, tutte a gasolio, con potenze comprese tra i 200 ed i 275 cavalli. La vettura è assolutamente accogliente, lussuosa e confortevole. Regolando il sedile ed il volante ci si rende conto delle molteplici posizioni di guida che si possono scegliere, bassa e sportiva oppure rialzata e più confortevole, c'è spazio per tutti. Una volta trovate le regolazioni della seduta, appena si accende il propulsore si ammira il gioco scenografico di movimenti sulla plancia e sul tunnel centrale. Innestando la prima marcia e partendo si sente fin da subito la comodità della risposta dell'acceleratore, mai brusco ma sempre progressivo e confortevole, come si addice ad una vera Jaguar. 

La Jaguar XF Sportbrake 2.2 D. ha una potenza massima è di 200 cavalli a 3.500 giri con una coppia di 450 Nm già a 2.000 giri che, nell'utilizzo di tutti i giorni, rende l'auto estremamente fruibile e scattante in ogni situazione. 

La Jaguar XF Sportbrake 2.2D accelera così da 0 a 100 km/h in 8.8 secondi, toccando una velocità massima di 214 km/h, niente male per un motore a gasolio da 2.2 litri. Grazie al sistema Start and Stop proposto di serie, i consumi sono ridotti ed ammontano a 5.1 litri per 100 km nel misto, abbassandosi fino a 4.5 nelle percorrenze extraurbane, con delle emissioni di CO2 di circa 135 grammi al kilometro.

Lussuosissimi e perfettamente rifiniti, gli interni sono da vera Jaguar. Tutto è al posto giusto e l'eleganza estrema di alcuni particolari richiama il design di vetture ben più costose del marchio. Spettacolare per i passeggeri il sistema di apertura delle bocchette dell'impianto di climatizzazione, così come l'innalzamento all'accensione del selettore della marcia, particolare distintivo di tutte le vetture del gruppo Jaguar-Land Rover.     


Per informazioni e/o chiarimenti rivolgersi a:

JAGUAR MI AUTO
Tel. 02.509.957.1 - eugenio.confalonieri@mobility.it
ASSOMODA - ASSOTEMPORARY
Tel. 02.7750.363/250 - assomoda@unione.milano.it - assotemporary@unione.milano.it